ACQUA SOSTENIBILE

perchè l'acqua non può essere considerata un bisogno ma l'acqua è un diritto....
mercoledì, 29 giugno 2005

 

In questi giorni in cui il caldo e l'afa la fanno da padrone, riemerge come di consueto negli ultimi anni l'incubo della "Crisi Idrica".

Il fenomeno tocca tutta l'Italia dal sud al nord del paese e procura ingenti danni di varia natura con il rischio, secondo la Protezione Civile, di dover decidere tra poche settimane se utilizzare l'acqua per l'uso domenstico, la produzione d'energia o l'utilizzo in agricoltura.

In tal senso appare strano e difficile da comprendere come non si sia potuto prevenire prima una situazione così grave, Solitamente si attribuiscono le cause all'instabilità della natura e a cambiamenti climatici sempre più stravanganti.

In realtà i cambiamenti  di cui si parla sono conseguenza di politiche economiche poco attente, ci sono vari studi in merito www.millenniumassessment.org (un sito interessante, ricco d'informazioni ma da guardare con attenzione visto la provenineza degli studiosi, spesso interpelalti) che ammettono il motivo di un peggioramento della natura ad opera dell'uomo.

Negli ultimi anni in Italia la politica sull'acqua si è maggiormente preoccupata ad accelerrare i processi di privatizzazione e l'affidamento delle risorse idriche ad aziende multiutility piuttosto che concentrarsi su una politica degli sprechi nei consumi e nella differenziazione degli usi delle risorse idriche.

L'Italia è il primo consumatore in Europa di acque in bottiglia.

L'italia è il primo paese in Europa per l'utilizzo quotidiano di acqua, circa 228 litri a persona.

Nel nostro paese i livelli di perdita delle reti di distribuzione sono di circa il 35%  sino al 60% di alcune regioni del sud Italia, i  principali motivi si attribuiscono alla cattiva e mancata manutenzione ed adeguato monitoraggio dei sistemi.

I danni arreccati da un'agricoltura di tipo intensivo, tipo il mais, che utilizza altissime quantità di acqua potabile e che spesso vedono delle eccedenze  di produzione rispetto alle normative dell'Unione Europeache  e vengono sistematicamente distrutte. Infatti la percentuale di acqua utilizzata in agricoltura, a causa di una manutenzione poco attenta e di sitemi d'irrigazione poco sostenibili, rappresenta il 50% di tutta l'acqua prelevata. In questo senso si potrebbe riproporre o meglio pensare ad una politica di raccolta di acqua piovana da destinarsi all'agricoltura.

In questi giorni i movimentii che si occupano della difesa dell'acqua e di una sua  gestione  partecipata, chiedono con forza un'invesrsione dell'attuale politica che consideri veramente l'acqua un bene comune e che dunque adotti manovre più coscienti, responsabilii e sostenibili.

I moviementi che chiedono questo lo fanno primaditutto in quanto cittadini consci e desiderosi di partecipare alla gestione del proprio paese affinchè le prossime estati non si debba riparlare di una "Crisi idrica" molto più forte.....ed una natura sempre più bizzarra...

Vi ringrazio come sempre per avermi ascoltato, a presto.

postato da Elenifdu alle ore giugno 29, 2005 09:15 | link | commenti
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mercoledì, 15 giugno 2005

 
 
 
 
 
Buongiorno, dopo diverso tempo rieccomi qui.
Durante questa prolungata assenza ho finito di scrivere un testo sull'importanza dell'educazione/sensibilizzazione del tema acqua al nord del mondo. Il libro dovrebbe essere disponibile nelle librerie nei prossimi mesi....ma ci sarà modo e tempo di parlarne.
Oggi vorrei accennare di un nuovo sito creato da alcune ONG (Organizzazioni Non Governative) Internazionali che portano avanti una campagna d'informazione  sulle attività della  Banca Europea per gli Investimenti (BEI) un'istituzione sempre più grande e potente ma poco conosciuta che oggi destina circa il 10% del suo bilancio annuale a progetti nei paesi in via di sviluppo. 
Il sito: www.eibprojects.org è un database di tutti i progetti finanziati nell'ultimo decennio dalla BEI in: Africa, Asia ed America Latina e nei Paesi Caraibici, ossia in tutto il mondo detto del sud o in via di sviluppo.
Il sito oltre a fornire molte informazioni utili sui progetti, alcune sezioni sono ancora in fase di costruzione è predisposto per ricevere informazioni sui progetti della BEI direttamente dalle organizzazioni del luogo e dalle popolazioni direttamente destinatarie delle iniziative e dei suoi eventuali danni.
La poca trasparenza della BEI e la diffusa insostenibilità di molti dei suoi progetti sono alla base della nascita di questo sito. 
La maggior parte dei fondi viene dedicato all'industria estrattiva (gas, miniere e petrolio) dichiarndo concretamente poca attenzione nei confronti delle politiche socio-ambientali previsti anche dalla nuova pragrammazione dell'Unione Europea. Nel sito www.eibprojects.org  c'è una sezione dedicata ai progetti sull'acqua ed è interessante notare che molti dei paesi e delle zone oggetto degli interventi della BEI sono gli stessi in cui da tempo movimenti popolari lottano in difesa del diritto all'acqua.
Molte delle associzioni che hanno dato vita a questo sito dichiarano la "poca" concertazione che la BEI effettua con i destinatari dei suoi progetti.
Il  famoso rapporto annuale della Banca Mondiale del 1990, dedicato ad una rivalutazione critica dei risultati che sino ad allora aveva raggiunto, inizia proprio allo stesso modo......sottolineando i danni procurati da una politica d'intervento che si focalizzò di più sui bisogni dei donatori piuttosto che sulle esigenze dei destinatari.

 
grazie e a presto!
 
postato da Elenifdu alle ore giugno 15, 2005 11:06 | link | commenti
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Utente: Elenifdu
La scarsità dell'acqua non è quasi mai assoluta, ma molto più spesso relativa alla struttura di consumo e alle capacità di trasferimento e di adattamento, che variano da una società all'altra.....(Frederic Lassere) .....nonostante le donne abbiano la fondamentale responsabilità della distribuzione dell'acqua e, nei cosidetti paesi in via di sviluppo, sopportino sulle loro spalle il carico quotidiano di approvigionamento della loro comunità, esse sono le ultime a poter gestire e decidere dell'acqua....(Forum Mondiale sull'Acqua, Ginevra Marzo 2005)

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