ACQUA SOSTENIBILE

perchè l'acqua non può essere considerata un bisogno ma l'acqua è un diritto....
giovedì, 06 luglio 2006

C'erano una volta le donne e l'acqua.......

Buongiorno,

da oggi e per i mesi successivi in questo blog troverete ogni giorno (o quasi) informazioni sul tema dell'acqua che mi auguro possano stimolare interesse e magari anche partecipazione.

Parlare di acqua significa parlare di tutto.......poichè senza acqua non ci sarebbe nessun tipo di vita!

Voglio partire dalle donne perchè  anche quando si parla di acqua non si distingue quasi mai e a sufficienza, la diversità nell'accesso  alla risorsa idrica tra uomini e donne.

 Non a caso sono le donne le più povere tra i poveri, lo dicono migliaia di documenti nazionali ed internazionali, tanto che alcuni anni fa (in occasione della Quarta Conferenza Internazionale delle Donne a Pechino, 1995)  si introdusse il termine FEMINILIZZAZIONE DELLA POVERTA', uno di quei termini complicati ma che riescono a sintetizzare un fenomeno ampio e complesso. Esiste un aspetto chiaramente sessuale  e discriminante della povertà, intesa in tutti i suoi aspetti.

Sempre nella stessa Conferenza a Pechino si dichiarò che: "le donne sono la chiave per risolvere la crisi mondiale dell'acqua...." perchè? oggi nel mondo sono le donne, dette portatrici d'acqua e/o vedove della siccità (termine chiaro e semplice) ad utilizzare circa 1/3 della loro giornata (dalle 6 alle 8 ore) per andare a procurarsi dell'acqua, trasportarla per chilometri (sono molto frequenti i casi di abusi e violenze che le donne subiscono lungo questi tragitti) e permettere al proprio nucleo familiare il sostentamento quotidiano. Al mondo se ne contano circa 20 milioni: il 55% della popolazione femminile in Africa, il 32% in Asia ed il 45% delle donne in America Latina.

...dimenticarsi di loro è come dare per scontato che queste donne non potranno mai veder rispettati i loro diritti ma loro hanno imparato ad organizzarsi e trovato il coraggio di  far sentire la loro voce, ad esempio è la storia dei Comitati di donne itineranti in Sudan......... ve lo racconto domani.

Grazie

postato da Elenifdu alle ore luglio 06, 2006 10:47 | link | commenti
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martedì, 04 luglio 2006

UNA BUONA VITTORIA

Buongiorno, oggi 4 luglio 2006 per il nostro paese è una data molto importante, non mi riferisco alla partita Italia/Germania (con tutto rispetto) ma alla decisione asssunta dal nuovo governo su una legge che difende la gestione pubblica dell'acqua. Questa importantissima svolta non deve però arrestare un processo, attivo in Italia e nel mondo, che sempre con maggiore fermezza e consenso popolare sta difendendo il diritto all'acqua e dunque alla vita a tutti quei circa 3 miliardi di persone che non vi possono accedere. Non bisogna dimenticare le circa 30.000 persone che ogni giorno al mondo perdono la vita perchè: non hanno alll'acqua o quella a loro disposizione è insalubre e nociva per la loro salute. Il risultato di oggi fa riflettere tutti coloro che hanno da sempre definito la campagna per l'acqua come bene comune irreale e utopica e dà forza a tutti coloro che vi hanno sempre creduto. Di seguito uan dichiarazione di Emilio Molinari: A tutto il movimento italiano sull’acqua. Il governo dell’Unione ha mantenuto fede all’impegno preso con il movimento. L’acqua nel nostro paese ora per legge sarà pubblica nella proprietà e nella gestione e questo verrà messo nella delega del governo. La data del 31/12/2006 di scadenza degli affidamenti e di passaggio alle gare è prorogata di un anno e nessuno la potrà più usare come alibi. D’ora in poi in questo paese l’anomalia non sarà più chiedere che il servizio idrico resti pubblico, l’anomalia saranno le SPA. Per il movimento questa è una prima vittoria. E dobbiamo divulgarla il più ampiamente possibile. Ora dobbiamo accelerare i tempi dei nostri appuntamenti, della nostra agenda di confronti con la politica, per sostanziare cosa significhi PARTECIPAZIONE, RIPUBBLICIZZAZIONE, FISCALITA’. Dobbiamo accelerare la stesura del testo della legge di indirizzo d’iniziativa popolare, confrontarla con quei soggetti come Acqua Pubblica che stanno lavorando in tal senso. Dobbiamo chiedere incontri con le realtà locali che si apprestano a privatizzare e con quelle che in questi anni hanno privatizzato, messo in Borsa l’acqua e fatto le società miste. Dobbiamo con il governo aprire un confronto sulla legge sui servizi di pubblica utilità tra i quali inserire l’acqua per impedire venga sottoposta alla Bolkestein. Dobbiamo chiedere che venga dato il mandato ai parlamentari europei dell’Unione al fine di sollecitare anche in Europa una direttiva sui servizi che metta l’acqua come servizio di pubblico interesse, che l’acqua esca quindi dai negoziati dei GATS. Ora dobbiamo ottenere una vittoria anche sul piano internazionale e lo possiamo fare con più credibilità, e lo dobbiamo fare attraverso la vitalità di un movimento che nello spirito di CARACAS superi nel nostro paese e nel mondo la competitività, l’autoreferenzialità della appartenenza alle reti e comitati, e sappia presentarsi come soggetto unitario e interlocutore politico ad una conferenza dei governi. Emilio Molinari (presidente del Comitato Italiano per un Contrato Mondiale sull’Acqua)
postato da Elenifdu alle ore luglio 04, 2006 09:30 | link | commenti
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Utente: Elenifdu
La scarsità dell'acqua non è quasi mai assoluta, ma molto più spesso relativa alla struttura di consumo e alle capacità di trasferimento e di adattamento, che variano da una società all'altra.....(Frederic Lassere) .....nonostante le donne abbiano la fondamentale responsabilità della distribuzione dell'acqua e, nei cosidetti paesi in via di sviluppo, sopportino sulle loro spalle il carico quotidiano di approvigionamento della loro comunità, esse sono le ultime a poter gestire e decidere dell'acqua....(Forum Mondiale sull'Acqua, Ginevra Marzo 2005)

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