ACQUA SOSTENIBILE

perchè l'acqua non può essere considerata un bisogno ma l'acqua è un diritto....
martedì, 14 novembre 2006

               SETTIMANA NAZIONALE DELL’EDUCAZIONE

                               ALL’ENERGIA SOSTENIBILE

                                    (6-12 NOVEMBRE 2006)

 

All’interno del Decennio dell’educazione allo sviluppo sostenibile la Commissione Italiana Unesco ha indetto la Settimana nazionale dell’Educazione all’Energia Sostenibile .

 

Non c’è argomento che meglio indichi che la strada della sostenibilità è l’unica perseguibile e dove

più sia evidente la stretta connessione che lega le problematiche ambientali, sociali ed economiche comprese nel concetto di sviluppo sostenibile.

 

La manifestazione, dal 6 al 12 novembre 2006, ha  visto molteplici azioni distribuite sul territorio nazionale,per sensibilizzare i cittadini all’uso efficiente dell’energia e delle fonti rinnovabili.

Nelle principali piazze italiane sono stati allestiti gazebo e punti informativi nei quali il cittadino interessato poteva trovare utili informazioni sul risparmio energetico e le fonti rinnovabili, i dispositivi di realizzazione, uno sportello al quale rivolgersi per sapere quali incentivi sono disponibili e a quali istituti di finanziamento è possibile rivolgersi. Molte sono le scuole italiane che hanno aderito all'iniziativa, organizzando per quei giorni presentazioni di lavori, laboratori didattici, momenti ludici, seminari, punti informativi, mostre didattiche. E ancora spettacoli, incontri, dibattiti, visite guidate ad impianti di energia sostenibile e proiezioni cinematografiche e altri eventi per un totale di oltre 200 iniziative in tutto il territorio italiano.

 

Ad inaugurare la manifestazione è stata la Conferenza nazionale per l'Energia Sostenibile, tenutasi il 6 e 7 novembre a Roma, organizzata dalla Commissione Nazionale Italiana UNESCO per fare: il punto sulle prospettive del nostro paese, sulle scelte da operare in campo energetico, per assicurare un futuro vivibile alle generazioni a venire ed il rispetto delle norme sancite nel  Protocollo di Kyoto.

 

Questa iniziativa rappresenta un’occasione molto importante che può consentire di rilanciare con efficacia un processo educativo rivolto a tutti i cittadini, adulti e bambini.


La complessità dell’ambiente e la difficoltà di pensare in termini di sviluppo sostenibile ci obbligano ad attrezzarci per saper affrontare la continua evoluzione delle emergenze ambientali e la ricorrente apertura di scenari inediti (anche se spesso previsti e prevedibili).

 

La ricerca, scientifica ed educativa, la qualificazione delle esperienze, la cura delle relazioni tra i diversi soggetti che partecipano all’insieme delle iniziative, ci appaiono come gli strumenti essenziali per non cadere nella precarietà e nell’improvvisazione e soprattutto per mettere in campo una rete stabile, una rete che sia durevole e capace di coordinare e mettere in sinergia i diversi attori sociali, capace di rispondere in modo adeguato ai cambiamenti in continua evoluzione, capace di valorizzare l’esistente e promuovere azioni comuni; oltre che facilitare il confronto, lo scambio d’esperienze e la condivisione dei bacini d’utenza.

 

Una rete che faccia cultura mirata a costruire il cambiamento nella società,nel suo rapporto con l’ambiente, con l’uso delle risorse planetarie, con la fame nel mondo, con le diversità culturali, i diritti umani, con la pace e la solidarietà...,ed in particolare nella concezione dell’economia.


E’ forse superfluo aggiungere che ci si dovrà adoperare per il massimo sforzo di coerenza con i comportamenti indicati ed anche per esperienze di autorganizzazione nella pratica di possibili obiettivi (ad esempio nell’adozione di dispositivi per il risparmio energetico o per l’impiego di fonti pulite e rinnovabili) senza attendere l’intervento della politica.

 

Nell’educare se stessi al “fare”, a praticare cioè negli impianti, negli edifici e negli usi domestici i comportamenti e i dispositivi che limitano gli sprechi d’energia; a utilizzare e favorire il decollo delle fonti d’energia rinnovabile.

 

Mobilitiamoci all’insegna dell’energia sostenibile.

 

 

postato da Elenifdu alle ore novembre 14, 2006 09:59 | link | commenti
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lunedì, 06 novembre 2006

 

SI E ’SVOLTO A TORINO ED E’ TERMINATO DA TRE GIORNI

  “ TERRA MADRE(26/30 OTTOBRE 2006)”

Ma che cos’è? Dove nasce l'idea di Terra Madre?


Tutto inizia nel 1996, durante una cena presso uno dei migliori ristoranti del Piemonte. Uno dei piatti forti è il peperone ripieno: il suo segreto sta nella dolcezza e nella carnosità dell’ortaggio. Ma quella sera il peperone non è così succulento. Il cuoco spiega che gli ortolani del posto hanno sostituito la varietà tradizionale di peperone con la coltivazione di bulbi olandesi per i tulipani. E, ironia della sorte, in Italia arrivano i peperoni olandesi. Da quell'informazione prende corpo una nuova consapevolezza: la gastronomia deve guardare oltre la tavola, deve diventare eco-gastronomia.
Così salpa l’Arca del Gusto, catalogo di prodotti eccellenti a rischio di estinzione e, nel 1999, nascono i Presidì, progetti a sostegno dei piccoli produttori. Il Salone del Gusto del 2000 presenta novanta Presìdi italiani, all’edizione del 2002 arrivano i primi progetti internazionali e nel 2003, per sostenere le attività nel Sud del mondo, nasce la Fondazione Slow Food per la Biodiversità – Onlus.
Attorno a questi progetti maturano temi e strategie, come la battaglia per un’agricoltura senza OGM, la difesa del latte crudo, la salvaguardia delle  razze autoctone, la tutela dell’origine. Una nuova idea di agricoltura: buona, giusta e pulita. Di qui nasce il concetto di comunità del cibo e si arriva, nel 2004, al più grande evento culturale mai organizzato da Slow Food: Terra Madre, che riunisce 5000 persone provenienti da tutto il mondo.

Terra Madre è una rete di comunità del cibo impegnate, ciascuna nel proprio contesto geografico e culturale, a salvaguardare la qualità delle produzioni agro-alimentari locali.

Le comunità condividono i problemi generati da un’agricoltura intensiva lesiva delle risorse naturali e da un’industria alimentare di massa che mira all’omologazione dei gusti e mette in pericolo l’esistenza stessa delle piccole produzioni. Terra Madre è la risposta concreta lanciata da contadini e produttori di tutto il mondo.
All’interno della rete di Terra Madre le comunità si confrontano sulle reciproche difficoltà, si scambiano esperienze e si rivolgono ai propri governanti con un’unica voce. Dopo il primo entusiasmante incontro nell’ottobre 2004, le comunità del cibo si ritrovano ancora a Torino dal 26 al 30 ottobre 2006 per fare il punto sulle iniziative sviluppate ed elaborare nuove proposte per il futuro. Hanno presentato i progetti avviati e rafforzeranno le collaborazioni istituite a livello locale e internazionale.
La Fondazione Slow Food per la Biodiversità – Onlus finanzia numerosi Presìdi per salvaguardare e valorizzare i prodotti tradizionali e a rischio di estinzione delle comunità: dal Motal, formaggio armeno con le erbe, alla bottarga delle donne Imraguen, in Mauritania.

Gli SCAMBI DI FORMAZIONE fra produttori sono il secondo strumento sperimentato a partire dal 2004. L’obiettivo degli scambi è far sì che le comunità del cibo possano confrontare esperienze simili, raccogliere informazioni, conoscere metodi di produzione e percorsi di valorizzazione e controllo replicabili nel proprio Paese. Complessivamente, tra il 2004 e il 2005, gli scambi hanno coinvolto circa 100 produttori di 15 Paesi diversi.

Una terza area di intervento è il supporto ai MERCATI contadini, inaugurata con il sostegno offerto alle comunità maliane per portare a termine la ristrutturazione dell’antico mercato ortofrutticolo della capitale Bamako. Il progetto, promosso da Aminata Traoré – ex Ministro della Cultura del Mali e autrice di libri sul futuro dell’Africa –, intende restituire ai contadini uno spazio per la vendita diretta dei prodotti, capace di assicurare guadagni dignitosi e preservare la tipicità delle produzioni locali.

Ispirata dal messaggio legato a Terra Madre, Slow Food USA è intervenuta a sostegno delle comunità del cibo dell’area del Golfo del Messico colpite dall’uragano Katrina nell’estate 2005.

Un evento, Terra Madre, di democrazia e ma soprattutto di cultura.

Democrazia per l’opportunità di creare una rete di soggetti che dialogano liberamente e si rafforzano reciprocamente, anche per realtà fragili e marginali, schiacciate dalle regole del mercato globale.

Cultura perché conoscere le comunità del cibo significa conoscere il mondo. Le comunità del cibo non si limitano a  fornirci ciò che mangiamo, ma garantiscono la sopravvivenza del pianeta. Espressioni di culture antiche, le comunità conservano lingue, dialetti, musiche, tradizioni; hanno profonde radici nel loro territorio e, per questa ragione, si adoperano da sempre per preservarlo.

Imparando a conoscerle riscopriamo l’importanza di elementi semplicissimi ma vitali, come la terra e l’acqua.

La stampa e i media purtroppo non hanno reso giustizia a tale avvenimento, rilegandolo a evento di settore e sottacendo un evento mondiale svolto in I ‘Italia, un nuovo percorso alternativo di globalizzazione dei diritti umani nel rispetti di tali diritti.
postato da Elenifdu alle ore novembre 06, 2006 13:21 | link | commenti (1)
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Utente: Elenifdu
La scarsità dell'acqua non è quasi mai assoluta, ma molto più spesso relativa alla struttura di consumo e alle capacità di trasferimento e di adattamento, che variano da una società all'altra.....(Frederic Lassere) .....nonostante le donne abbiano la fondamentale responsabilità della distribuzione dell'acqua e, nei cosidetti paesi in via di sviluppo, sopportino sulle loro spalle il carico quotidiano di approvigionamento della loro comunità, esse sono le ultime a poter gestire e decidere dell'acqua....(Forum Mondiale sull'Acqua, Ginevra Marzo 2005)

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