ACQUA SOSTENIBILE

perchè l'acqua non può essere considerata un bisogno ma l'acqua è un diritto....
venerdì, 22 dicembre 2006

                                AUGURI

 

Mentre continuano a scorrere fiumi di parole sulla nostra cara acqua questo anno stà per finire e il natale è alle porte…..per tutti quelli che ancora credono che le speranze e la tenacia della gente facciano la differenza nel mondo….Auguri!!!!

Ci aspetta un anno pieno di sorprese e colpi di scena, di notizie e di nuove soluzioni…nell’attesa…

BUONE FESTE!

postato da Elenifdu alle ore dicembre 22, 2006 11:03 | link | commenti
categorie:
lunedì, 18 dicembre 2006

L´interrogativo giusto sull´acqua: come si difende meglio il suo carattere di bene pubblico?

 64360

 BARI. Diciotto mesi. Tanto ha resistito Riccardo Petrella alla guida dell’Acquedotto Pugliese. Ma poi i problemi che già a settembre si ventilavano sono diventati evidentemente irresolubili, tanto da portare il fondatore del Manifesto per il Contratto mondiale sull’acqua, alle dimissioni.

I motivi che lo hanno portato a questa decisione sono- a detta di Petrella - il fatto di non aver trovato nel governo regionale l’interlocutore che si aspettava e pertanto di non essere stato messo nelle condizioni di sviluppare il suo programma.
Ma qual era il programma che Petrella voleva attuare? Nella lettera del luglio 2005 in cui motivava la scelta di accogliere l’invito del governatore della Puglia Nicki Vendola di andare a dirigere il più grande acquedotto di Europa, scriveva di non poter perdere l’occasione di guidare il processo che iniziato nel 1999 con la costituzione di una Spa, avrebbe potuto rischiare di andare incontro alla privatizzazione e quindi alla mercificazione dell’acqua. L’obiettivo era di provare a ri-trasformare la più grande azienda di gestione delle risorse idriche in una grande azienda pubblica e dimostrare che il partenariato tra pubblico e privato è una illusione.
Ma qualcosa non è andato nel verso giusto.
Riguardo all’acquedotto pugliese, già Spa, e quindi un soggetto di natura giuridica privata, ripubblicizzare implicava secondo Petrella, dare la gestione dell’acqua ad un soggetto di natura giuridica pubblica». Alla base di questa scelta stava, secondo Petrella, il principio del riconoscimento dell’acqua come bene comune e non come merce. Ma Petrella aggiunge anche di non essere riuscito, in diciotto mesi, a far accettare dalla Regione Puglia, che è il socio esclusivo (insieme alla Regione Basilicata) del capitale dell’AQP, l’idea di costituire un gruppo di lavoro incaricato di esaminare e proporre delle soluzioni alternative.
L’abbandono dello statuto di SpA non è considerato infatti nemmeno dal governatore Vendola, un atto prioritario, quanto invece quello di far funzionare bene l’Acquedotto lavorando in primis per recuperare le perdite. Come dire è primaria la salvaguardia del bene in sè, prima anche delle dispute sulla natura giuridica del soggetto gestore.
Ma per Petrella, ripubblicizzare l’acqua significa anche adottare le misure pratiche che concretizzano il concetto del diritto all’acqua per tutti, cioè la presa a carico da parte della collettività attraverso la fiscalità generale della concessione gratuita di 50 litri pro capite al giorno.
Questo è anche uno dei criteri che sono espressi nella proposta di legge di iniziativa popolare presentata in prima istanza al consiglio regionale della Toscana. E dato che ancora la legislazione non lo consente, la soluzione proposta provvisoriamente dall’ex presidente dell’AQP era quella di creare in Puglia un Fondo Sociale per il diritto all’acqua che avrebbe permesso, di erogare «gratuitamente» i 50 litri; proposta che è stata invece ritenuta non accettabile, date anche le condizioni di crisi idrica della Puglia, con il 50% dell’acqua persa, 150mila pozzi che impoveriscono la falda e comunque tariffe che a detta del governatore sono ai limiti dell’inflazione e che non prevedono aumenti per tutto l’anno prossimo.
Sono emerse dunque, dentro la stessa strategia dell´ “acqua bene comune”, idee diverse sulla pratica, sulle azioni prioritarie e sulla modularità degli obiettivi. Infatti per Vendola il concetto di acqua bene comune, deve passare prima per il senso comune tra la gente e per fare questa operazione in Puglia è necessario intanto far partire gli appalti per contrastare le perdite, dato che secondo il Governatore “ è molto più rivoluzionario di qualunque chiacchiera diminuire lo spreco dell’acqua”. E annuncia che da gennaio a Bari partirà la distribuzione dei kit di riduzione di pressione. Fatti concreti contro la “la fissazione di Petrella per la Spa” in una situazione dove il 100% di capitale è pubblico (88% della Puglia e 12% della Basilicata). Questa disputa - secondo Vendola- senza un contesto di riqualificazione dei servizi offre solo la sponda al partito delle privatizzazioni.”
Ma l
e dimissioni di Riccardo Petrella da presidente dell'Acquedotto Pugliese sono un colpo che subiamo tutti.
Il presidente Nichi Vendola, Riccardo Petrella, tutto il movimento alternativo, i partiti che si sono impegnati nel far assumere al Governo dell'Unione l'impegno di non privatizzare i servizi idrici affermando il principio che proprietà e gestione devono restare pubblici , i sindacati che sono usciti dal silenzio, i comuni, le province e gli amministrazioni che non vogliono rompere i legami diretti con i loro cittadini, le imprese pubbliche che hanno voluto restare tali malgrado i ricatti economici. E alla fine il colpo, si ripercuoterà sullo stesso quadro politico nazionale ne siamo certi. Perciò nessuno si salva col gioco delle accuse e tirandosi fuori. Tutti siamo chiamati a misurarci coi problemi posti, anche a quelli contrastanti posti da Vendola e da Petrella che non necessariamente devono configgere.
Ricordandoci se mai l'avessimo dimenticato:
- quanto sia pesante e determinante lo scontro che si gioca attorno alla gestione pubblica dell'AQP, ma anche alla privatizzazione dei sevizi idrici nel nostro paese, la mercificazione di un bene comune come l'acqua.
- quanto sia dura e spesso senza risposta, l'offensiva in atto nelle regioni da parte dei poteri economici forti e della maggior parte politica italiana, trasversale al governo e all'opposizione, consociativa negli interessi, che sulle privatizzazioni, sulla ritirata dello stato dall'economia, sulla mercificazione dei beni comuni, oltre a costruire il proprio oligarchico potere, privatizza la politica stessa, cancella ogni cultura della res pubblica nella coscienza della gente, fa venir meno i legami che tengono assieme una comunità, sta uccidendo la democrazia e la fiducia nelle istituzioni.
- quanto questa offensiva sia generale, e riguardi la Lombardia con la legge regionale che obbliga alla privatizzazione, la Sicilia con il commissariamento dei comuni ribelli, la Toscana che respinge senza discuterla la legge d'iniziativa popolare.
Infine le dimissioni ci segnalano che questa offensiva dei privatizzatori ha incrinato il nostro fronte, proprio là, dove il movimento ha speso i suoi uomini più prestigiosi e collocato la sua trincea più avanzata: la gestione dell'acquedotto pugliese e il binomio Vendola, Petrella.
Tutti dovremmo chiederci: cosa abbiamo fatto, quante energie e attenzione abbiamo dedicato o stiamo dedicando per far crescere e diffondere la consapevolezza che stanno mercificando l'acqua e la vita stessa e che questo scontro tocca il più fondamentale dei diritti.”( Emilio Molinari, presidente Contratto Mondiale Sull’Acqua).

In questo momento di grande fermento noi restiamo in attesa di quello che accadrà e sempre all’erta.E’ un momento di grande importanza per chi crede e vuole salvaguardare l’acqua visto che dal 13 gennaio parte la campagna nazionale raccolta firme per la legge di iniziativa popolare per acqua come bene pubblico.

In tutto il territorio ci saranno banchetti e punti informativi.Noi saremo in prima fila insieme agli altri per dare la nostra voce e per dare alla gente la possibilità di scegliere ancora prima che altri decidano per loro e soprattutto contro di loro.

 

 

postato da Elenifdu alle ore dicembre 18, 2006 13:56 | link | commenti (1)
categorie:

Chi sono

Utente: Elenifdu
La scarsità dell'acqua non è quasi mai assoluta, ma molto più spesso relativa alla struttura di consumo e alle capacità di trasferimento e di adattamento, che variano da una società all'altra.....(Frederic Lassere) .....nonostante le donne abbiano la fondamentale responsabilità della distribuzione dell'acqua e, nei cosidetti paesi in via di sviluppo, sopportino sulle loro spalle il carico quotidiano di approvigionamento della loro comunità, esse sono le ultime a poter gestire e decidere dell'acqua....(Forum Mondiale sull'Acqua, Ginevra Marzo 2005)

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---

Categorie

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte