ACQUA SOSTENIBILE

perchè l'acqua non può essere considerata un bisogno ma l'acqua è un diritto....
lunedì, 12 febbraio 2007

       Conferenza a Parigi:
 "Il clima cambia ed è colpa nostra"
"Il fenomeno in corso, dice ancora l'IPCC, è al 95% colpa dell'uomo, soprattutto del consumo galoppante di petrolio e combustibili fossili”
Il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile. Lo evidenzia l'osservazione dell'aumento della temperatura dell'aria e degli oceani, dello scioglimento della neve e del ghiaccio e dell'innalzamento globale del livello del mare.
La concentrazione nell'ambiente di sostanze inquinanti - si legge nel rapporto - è il risultato dell'attività umana sin dal 1750. I dati parlano chiaro: entro il 2100 il livello del mare potrebbe crescere tra i 18 e i 59 centimetri e la temperatura si innalzerà fra l'1,8 i 4 gradi entro.
 La prima sorgente dell'inquinamento è il biossido di carbonio derivante dalla combustione delle energie fossili, in particolare del carbone. Negli anni '90 le emissioni di questo inquinante sono aumentate in media del 6,4%; valore che arriva al 7,2% negli anni tra il 2000 e il 2005.
Le concentrazioni di CO2 attuale (380 ppm) e degli altri gas serra sono le più alte degli ultimi 650mila anni. Sono aumentate le emissioni e sono diminuite le capacità naturali di assorbimento della CO2, e quindi ovviamente il bilancio netto è verso l’aumento di questi gas in atmosfera. Gas che lì rimangono fino a 200 anni. Il bilancio netto di aumento di effetto serra è di 1.6 watt/m2, e di questo solo una piccola parte (tra il 10 e 20%) è attribuibile a cause naturali. Il resto, è tutta roba nostra. La temperatura è aumentata mediamente in tutto il pianeta di 0.74°C negli ultimi 100 anni, ma il tasso di aumento per decennio è cresciuto notevolmente negli ultimi 50 anni.
Il rapporto sottolinea, inoltre, come a livello oceanico, regionale e continentale molti cambiamenti climatici a lungo termine, siano già stati osservati. Il riferimento è alla temperatura del circolo polare artico e dei ghiacciai, all'aumento delle precipitazioni, alla salinità dei mari e all'intensità dei cicloni. E il futuro come sarà?
Gli effetti saranno un'intensificazione di siccità, ondate di calore, alluvioni, uragani, scioglimento dei ghiacciai e innalzamento dei mari che è stimato tra i 30 e 60 centimetri circa. Tale aumento implicherebbe lo spostamento di milioni e milioni di persone in tutto il mondo.
 
"Non è troppo tardi per intervenire - dice però il presidente di Legambiente, Roberto Della Seta -.
 
Le soluzioni ci sono, e tutt'altro che futuribili.
Sono quelle indicate da tempo dal Protocollo di Kyoto, di cui tra pochi giorni ricorrerà il secondo anniversario dell'entrata in vigore: una via d'uscita praticabile che basterebbe voler percorrere, fatta di risparmio energetico, fonti pulite come il solare e l'eolico, meno trasporto su gomma, ricerca su nuove tecnologie energetiche. Su questa strada l'Italia è più in ritardo di quasi tutti i Paesi europei, sebbene ridurre i consumi di petrolio e carbone sia per noi, che importiamo gran parte dell'energia fossile, un interesse anche economico. Serve uno scatto di reni, che veda il governo, la politica, l'economia, la società unirsi in uno sforzo che non è di destra né di sinistra ma rappresenta, oggi, una forma indispensabile di patriottismo".
 
Noi sosteniamo con forza la necessità ed urgenza di un cambiamento culturale, che rispetti maggiormente l’ambiente e lo consideri come patrimonio dell’umanità unico ed insostituibile, che deve essere protetto e rispettato.
Non sarà più a lungo sostenibile che l’11% della popolazione mondiale utilizzi il 90% delle risorse del pianeta, questo provocherà danni irreversibili in ogni luogo, con tempistiche diverse ma con un unico risultato; la distruzione del pianeta Terra e catastrofi umane.

Si può fare qualcosa ma serve la volontà e la sincerità, di politiche economiche capaci di considerare l’ineguagliabile valore della natura.

postato da Elenifdu alle ore febbraio 12, 2007 12:20 | link | commenti
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Utente: Elenifdu
La scarsità dell'acqua non è quasi mai assoluta, ma molto più spesso relativa alla struttura di consumo e alle capacità di trasferimento e di adattamento, che variano da una società all'altra.....(Frederic Lassere) .....nonostante le donne abbiano la fondamentale responsabilità della distribuzione dell'acqua e, nei cosidetti paesi in via di sviluppo, sopportino sulle loro spalle il carico quotidiano di approvigionamento della loro comunità, esse sono le ultime a poter gestire e decidere dell'acqua....(Forum Mondiale sull'Acqua, Ginevra Marzo 2005)

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