ACQUA SOSTENIBILE

perchè l'acqua non può essere considerata un bisogno ma l'acqua è un diritto....
venerdì, 23 marzo 2007

22 MARZO 2007- GIORNATA MONDIALE SULL’ACQUA
Il 22 marzo di ogni anno si celebra la "Giornata Mondiale dell'Acqua", proclamata nel 1993 dall'Assemblea delle Nazioni Unite: perché la carenza di acqua pulita è una emergenza mondiale e in alcune aree del pianeta è una vera e propria catastrofe.
L'acqua, la più importante risorsa del nostro pianeta, è un bene comune che appartiene a tutti gli abitanti della terra ed è patrimonio dell'umanità. L'accesso all'acqua è un diritto fondamentale e inalienabile, che va garantito a tutti. Eppure l'abitudine allo spreco e la noncuranza ci fanno spesso perdere di vista la necessità di proteggere questa risorsa.
 Il tema per il 2007 della "Giornata Mondiale dell'Acqua", che si celebra ogni anno il 22 Marzo, è "Coping with Water Scarcity" (Fronteggiare la scarsità di acqua).
Il tema di quest’anno sottolinea l’importanza crescente del problema della scarsità d’acqua nel mondo e l'importanza della cooperazione e di un approccio integrato al management delle risorse idriche, sia a livello internazionale che locale.
Nel combattere la scarsità delle risorse idriche, non si possono non affrontare le questioni culturali ed etiche, dell'equità e dei diritti.
Il divario tra disponibilità e domanda, il deterioramento delle falde acquifere e la qualità delle acque di superficie, la competizione intersettoriale, le dispute interregionali e internazionali, pongono tutte al centro dell’attenzione la domanda su come fronteggiare la limitatezza delle risorse d’acqua.
                           L’acqua in numeri
  • solo 16 persone su 100 possono aprire un rubinetto e veder scorrere acqua potabile, priva di agenti patogeni e di sostanze inquinanti, per bere, cucinare e lavarsi.
  • 84 persone su 100, invece, devono cercarla, spesso molto lontano dalle abitazioni, presso fonti dove la disponibilità è scarsa e la qualità scadente.
  • Il consumo di acqua nei paesi africani varia in media tra 12 e 50 litri al giorno per abitante, in quelli europei tra 170 e 250 litri (noi italiani siamo ai vertici dei consumi europei, proprio con 250 litri) negli Stati Uniti raggiunge i 700 litri
  • L'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che al di sotto della soglia di 50 litri d'acqua al giorno si può già parlare di sofferenza per mancanza di acqua: di fatto il 40% della popolazione umana (2,5 miliardi di individui) vive in condizioni igieniche impossibili soprattutto per carenza di acqua.
  • Si prevede che nel 2020 3 miliardi di persone non avranno accesso all’acqua
  • Per garantire l’accesso all’acqua potabile a tutti gli abitanti del pianeta, basterebbe una somma analoga a quella che in Europa si spende per l’acquisto di gelati e negli Usa in cosmetici
Obiettivo della nostra campagna è quello di far diventare l’accesso all’acqua un diritto universale. Per farlo, bisogna partire dalla condivisione di alcuni obiettivi:
  • diffondere il diritto all’acqua a ogni livello, facendolo valere a tutti gli effetti come un diritto inalienabile
  • liberare in tutto il mondo gli schiavi dell'acqua cioè garantire il diritto all'istruzione per 18 milioni di bambini e di bambine costretti a fare i portatori d'acqua a causa della mancanza o dell'inaccessibilità degli acquedotti
  • ridurre i consumi e gli sprechi devastanti: è possibile abbassare fino al 40% gli attuali prelievi d'acqua per l'agricoltura, per l'industria e per usi domestici
  • trasformare l’acqua in uno strumento di pace e uguaglianza: attraverso iniziative per sancire il rifiuto dell'utilizzo dell'acqua come strumento politico di esclusione
  • creare un sistema di finanza cooperativa per l'acqua,  un servizio pubblico mondiale dell'acqua e gli interventi per garantire l'accesso dell'acqua e la sua corretta gestione.
  • favorire la gestione pubblica dell’acqua mettendo in atto una politica integrata di governo dell’acqua gestita dagli Stati e dagli Enti locali, sia per le risorse idriche che per le acque minerali
L'accesso all'acqua è dunque un diritto fondamentale e inalienabile, che va garantito a tutti. Eppure l'abitudine allo spreco e la noncuranza ci fanno spesso perdere di vista la necessità di proteggere questa risorsa. Anche noi possiamo fare qualcosa nella nostra vita quotidiana, approfittando della giornata mondiale dell’acqua per salvare il rubinetto.
Ecco qualche esempio:
  • Assicurarsi che i rubinetti siano sempre ben chiusi e che non gocciolino
  • Evitate di far scorrere l'acqua inutilmente acqua:si riduce il consumo idrico del 50%.
  • Un water a flusso differenziato fa risparmiare, ad una famiglia di quattro persone, fino a 30.000 litri d'acqua ogni anno.
  • Preferire la doccia al bagno (si possono risparmiare ogni volta fino a 100 litri d'acqua)
  • Quando si usano lavatrice o lavastoviglie è meglio scegliere programmi che risparmiano acqua ed è buona abitudine metterle in funzione solo a pieno carico.
         SETTIMANA DELL’ACQUA - 17/25 marzo 2007
 
FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA CAMPAGNA “ACQUA PUBBLICA, CI METTO LA FIRMA!”
 
17 - 25 MARZO “LA SETTIMANA DELL’ACQUA” OLTRE 100.000 FIRME PER L’ACQUA PUBBLICA
17 marzo! Comincia “ la Settimana dell’Acqua”. Più di 700 organizzazioni territoriali che promuovono la campagna "Acqua Pubblica, ci metto la firma!" si impegnano in questa nuova iniziativa in vista della giornata mondiale dell’acqua prevista per il 22 marzo. Sette giorni di mobilitazione straordinaria con concerti, convegni, assemblee, banchetti in tutta Italia, per chiedere una moratoria che blocchi i processi di privatizzazione delle risorse idriche, per dire no alla mercificazione dei beni comuni.
Nel corso delle iniziative, che interesseranno tutti il territorio nazionale, verranno allestiti punti di raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dei servizi idrici che ha già raccolto 100mila firme e che si pone come obiettivo quello di raccoglierne altre 100 mila. Saranno presenti banchetti di raccolta firme in tantissime piazze d’Italia ed agli spettacoli di Beppe grillo, artista per l’acqua, del 21/03 a Siena, del 22/03 a Perugia e del 25/03 a Rieti e di Daniele Sepe il 21/03 a Roma.
Alcune delle iniziative:
18 marzo NAPOLI - Giornata di spiritualità e studio sull’acqua bene comune con Alex Zanotelli e la partecipazione di Aldo Masullo e Erri De luca.
17/18 marzo e 24/25 marzo MALALBERGO (BO) - Mostra fotografica "I colori dell’Acqua"
22 marzo MILANO – Assemblea Pubblica con Alex Zanotelli, Emilio Molinari, Carlo Podda e la partecipazione straordinaria di Paolo Bisio
22 marzo TORINO – Evento “Artisti per l’Acqua, un bene comune
22 marzo TRIESTE - "L’Altra Informazione", incontro sull’acqua
24 marzo GUALDO TADINO - Manifestazione contro la concessione dell’acqua del Rio Fergia alla Rochetta-Idrea con raccolta di firme
24 marzo - ROMA - Spettacolo “La Stupidità dell’Acqua”, di Stefano Lucarelli
24 marzo - LADISPOLI - Spettacolo "H2ORO. L’acqua, un diritto dell’umanità", compagnia Itineraria
25 marzo – PIOMBINO – Giornata per l’acqua pubblica con Riccardo Petrella
25 marzo – RIETI - banchetti presso i seggi delle elezioni primarie
 
 
postato da Elenifdu alle ore marzo 23, 2007 10:48 | link | commenti
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martedì, 06 marzo 2007

Acqua potabile avvelenata dall'hi-tech
Qualche giorno fà ho letto sul sito di greenpeace la notizia che l 'industria hi-tech sta inquinando fiumi e falde acquifere in Asia e Messico. Le fabbriche di componenti elettronici rilasciano sostanze tossiche che hanno un impatto disastroso sull'ambiente.
Analisi condotte dai laboratori di ricerca hanno scovato diversi composti tossici nei pressi delle zone di produzione di semiconduttori: i PBDE, usati per ammorbidire le sostanze plastiche, composti volatili del cloro e metalli pesanti.In uno dei siti esaminati da Greenpeace, nelle Filippine, l'acqua potabile conteneva concentrazioni di cloro anche 70 volte superiori ai limiti fissati dall'Agenzia statunitense per l'ambiente. In altri casi sono state trovate forti concentrazioni di rame nell'acqua. In Messico, nelle acque di scarico dell'IBM a Guadalajara, è stato trovato tra i composti tossici il nolifenolo, potente interferente endocrino. Anche i lavoratori sono pericolosamente esposti a queste sostanze tossiche.
Mentre il profitto dell'industria hi-tech cresce, in Asia e Messico viene avvelenato il bene più prezioso, l'acqua.
Intanto in Cina e India continuano ad accumularsi montagne di rifiuti elettronici altamente tossici.
L'industria hi-tech deve assumersi la responsabilità dei danni che sta provocando. Dalla produzione alla fine del ciclo di vita dei prodotti, aziende come IBM, HP, Intel, Sony, Sanyo devono garantire misure efficaci per la tutela dell'ambiente e la salute dei consumatori. È necessaria una maggiore trasparenza: attualmente non si sa precisamente quali fabbriche di componenti riforniscano i marchi più noti di computer, fotocamere e videocamere.
Da pochi mesi è stata lanciata l'Eco- guida dei prodotti elettronici da Greenpeace rivelandosi uno strumento utile per valutare l'impegno di queste aziende nella sostituzione dei composti chimici pericolosi e nel riciclaggio dei rifiuti tecnologici.
Ora mi auguro che la corsa ai prodotti ecologici parta ma non sia una toppa al problema o un fuoco che si brucia in fretta….diventi una consapevolezza e una realtà.
 
postato da Elenifdu alle ore marzo 06, 2007 13:29 | link | commenti
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lunedì, 05 marzo 2007

L'acqua vale più del petrolio
la Russia scopre l'Oro blu
28 febbraio 2007…esce sulla Repubblica la notizia delle risorse idriche da Mosca…
Non solo la Russia galleggia su immensi giacimenti di petrolio e gas, al punto da averla trasformata in una superpotenza energetica. Nel suo sterminato territorio c'è tanta acqua dolce da dissetare due pianeti: 120mila fiumi, 2,3 milioni di laghi, paludi vaste come Italia, Spagna e Francia messe assieme. Le risorse idriche superano i 97mila chilometri cubi se ci aggiungiamo le acque del sottosuolo e i ghiacciai: tradotto in denaro liquido significa poter disporre di scorte idriche il cui valore supera, già oggi, gli 800 miliardi di dollari l'anno. Siccome l'acqua sarà il petrolio del nuovo millennio, i sogni di grandezza del Cremlino stanno diventando ancor più ambiziosi, tanta ricchezza e tante prospettive aumentano l'influenza politica, specie sui paesi confinanti dell'Asia Centrale, assediati dai deserti e dalla siccità.
È bastato un rapporto della Fao, apparso lunedì, in cui si rilancia l'allarme per l'emergenza acqua ("nel 2050 quasi due miliardi di persone potranno restare senz'acqua potabile") e subito i russi hanno fatto sapere che saranno pronti ad operare nel florido mercato dell'oro blu, "La Russia ha buone chances, bisogna però sfruttarle con intelligenza. Potremo occupare un buon posto tra i fornitori d'acqua e tra gli esportatori di prodotti che richiedono grande consumo d'acqua", spiega Viktor Danilov-Daniljan, direttore a Mosca dell'Istituto Nazionale per i Problemi Idrici, "per esempio, l'Africa settentrionale e il Medio Oriente importano una quantità tale di frumento che per produrla ci vorrebbe l'acqua di due fiumi come il Nilo".
I numeri dello "stress idrico" sono da brivido. Per ottenere un chilo di riso ci vogliono da 2 a 5mila litri di acqua. In media, per produrre cibo occorrono 3mila litri d'acqua a testa al giorno.
Quando l'acqua comincerà a scarseggiare, la Russia grazie alle sue smisurate risorse diventerà leader della catena alimentare. Basterà adeguare le infrastrutture, costruire acquedotti diretti a sud, come succede per gli idrocarburi, avvolgere in una tela di ragno gli assetati dell'Eurasia. Pensare che il regime sovietico aveva messo in piedi un progetto per invertire il corso dei grandi fiumi siberiani che sfociano nell'Artico e irrigare le repubbliche dell'Asia Centrale: un'impresa titanica ma potenzialmente anche una catastrofe ambientale. Prevalse il buon senso, e tutto rimase come prima. Era il 1986. Il presidente del Kazakistan ha rispolverato quella vecchia idea, però da Mosca hanno fatto finta di non capire. "Che comincino a eliminare gli sprechi", suggerisce Tatiana Moisseenko, membro dell'Accademia delle Scienze. Ai Paesi che dispongono di scarse risorse idriche lei consiglia di evitare l'emancipazione totale ("l'indipendenza") dalle regioni del mondo che invece ne dispongono in abbondanza: "In Asia Centrale l'acqua viene sfruttata in maniera abbastanza irrazionale", osserva la Moissenko, "devono introdurre tecnologie per risparmiarla, mettere in uso nell'irrigazione le tecnologie a gocce".
I Paesi ex satelliti dell'Urss soffriranno pesanti danni se non correranno ai ripari. E il riparo si chiama Grande Madre Russia. Dice Anatolij Barkovskij, direttore del Centro per i rapporti esteri dell'Istituto di economia dell'Accademia delle Scienze russa: "Bisogna risolvere in anticipo una serie di problemi: come e quanta acqua può essere trasportata senza creare danni ambientali. Dopodiché, potremmo dissetare fino a saziare".
Acqua come merce, fiumi di rubli, anzi, di dollari. Il business dell'oro blu arricchirà ulteriormente la Russia, scrivono i giornali.
Il controllo dell'acqua è vitale, senza si muore. Senza non si produce. L'acqua è un bene di consumo, lo ha stabilito l'Organizzazione mondiale per il commercio, alla quale la Russia sta aderendo. L'industria globale dell'acqua ha un giro d'affari di 400 miliardi di dollari. Un "asset" fluido che garantisce profitti e sudditanze strategiche. Da annegarci.

postato da Elenifdu alle ore marzo 05, 2007 09:24 | link | commenti
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Utente: Elenifdu
La scarsità dell'acqua non è quasi mai assoluta, ma molto più spesso relativa alla struttura di consumo e alle capacità di trasferimento e di adattamento, che variano da una società all'altra.....(Frederic Lassere) .....nonostante le donne abbiano la fondamentale responsabilità della distribuzione dell'acqua e, nei cosidetti paesi in via di sviluppo, sopportino sulle loro spalle il carico quotidiano di approvigionamento della loro comunità, esse sono le ultime a poter gestire e decidere dell'acqua....(Forum Mondiale sull'Acqua, Ginevra Marzo 2005)

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