ACQUA SOSTENIBILE

perchè l'acqua non può essere considerata un bisogno ma l'acqua è un diritto....
martedì, 24 luglio 2007

Riceviamo dal Salvador.
 
La lotta per l’acqua pubblica si fa dura nella martirizzata terra di Monsignor Romero.
 
Grave attacco al movimento dell’acqua Salvadoreno:  Lunedì 2 Luglio a Suchitoto mentre veniva presentata la politica nazionale di privatizzazione dell’acqua della Repubblica del Salvador, diverse organizzazioni sociali e comunitarie realizzavano una giornata di protesta contro tale politica inaugurata un anno fa proprio in quella località.
Questa protesta si è trasformata in un attacco violento da parte delle Unità di Mantenimento dell’ordine UMO e della Polizia Nazionale Civile PNC, con cariche, lancio di lacrimogeni e uso di pallottole di gomma.Tutta l’operazione ha coinvolto persone inermi , ha messo a rischio la folla di Suchitoto, del centro ricreativo dove si teneva la presentazione della politica idrica nazionale ed è stata coadiuvata da un forte contingente militare.
E’ stata messa in campo e usata una forza e una reazione a dir poco sproporzionata, rispetto ad una manifestazione civile di dissenso rispetto alla difesa di una risorsa fondamentale com'è l'acqua,  il cui risultato è stato quello di concludersi con 25 persone ferite da pallottole di gomma, 18 persone con gravi sintomi respiratori a causa dei gas lacrimogeni, 14 persone arrestate accusate, in virtù della legge antiterrorismo varata in Salvador un anno fa, che consente,  in spregio ai dettati costituzionali,di tenere in carcere, per 6 mesi, gli arrestati  in attesa di accertare i fatti e promuovere l’udienza preliminare.
Non è la prima volta che il governo del partito ARENA si scatena contro le manifestazioni dei comitati per la difesa del diritto all’acqua. Già in precedenza i membri della Giunta direttiva dell’acqua di TACUBA nella regione occidentale erano stati incarcerati.
Il Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull’Acqua esprime la propria solidarietà alle associazioni della società civile del Salvador, impegnate nella difesa dell'acqua e condanna il ricorso  agli arresti ed alla repressione  violenta contro cittadini che si battono  per il diritto all'acqua.
Il Comitato invita le realtà italiane del Forum Italiano dell’acqua  ed le amministrazioni locali ad inviare attestati di solidarietà a sercoba@hotmail.it.
Il Comitato sollecita  inoltre prese di posizione, con interrogazioni  parlamentari  da parte degli eletti dell’acqua al Governo a tutela della libertà di manifestazione a difesa di beni comuni com'è l'acqua.
 
Questa la lettera arrivata dai famigliari dei detenuti :
 
COMITATO DEI FAMILIARI PER LA LIBERTA’ DI DETENUTE E DETENUTI POLITICI DI EL SALVADOR.
 
DENUNCIAMO DAVANTI ALL’OPINIONE PUBBLICA NAZIONALE ED INTERNAZIONALE:
 
E’arbitraria ed ingiustificata la cattura di 17 prigioniere e prigionieri politici che partecipavano pacificamente con tutte le comunità organizzate in attività per la difesa della risorsa  acqua, facendo uso del legittimo  diritto alla libera espressione, organizzazione, mobilitazione riconosciuta dalla nostra Costituzione.   Quattordici nostri familiari furono catturati il giorno 2 Luglio, nel comune di Suchitoto, dipartimento di Cuscatlan, per aver manifestato contro i piani di privatizzazione dell’acqua che l’attuale governo vuole fare. Altre quattro persone furono catturate il giorno 28 Giugno del 2007 a Tacuba  dipartimento di Ahuachapan, per aver esercitato il proprio diritto durante la  manifestazione cittadina ed a esigere dal sindaco di tale comune  di rendere conto  del mandato  ricevuto,  con elezioni democratiche, nella direttiva della giunta amministrativa dell’acqua, in difesa del  diritto al liquido vitale.
Denunciamo inoltre che i nostri familiari sono detenuti ingiustamente ed illegalmente; sono vittime della brutalità della polizia e del sistema carcerario, il quale si ripete impunemente nelle carceri del Salvador contro le persone recluse che vengono trattenute in condizioni disumane, con alimenti in decomposizione, non adatti al consumo umano, senza acqua né per le necessità di base, né per l’igiene personale e sotto la minaccia sistematica di essere torturati, come il confinamento nelle celle d’isolamento. Tutto per umiliarli e renderli disperati.
CHIEDIAMO:
·        L’immediata libertà per tutte le persone catturate in Suchitoto e Tacuba.
·        Che si processino e puniscano i funzionari responsabili delle prepotenze commesse ai danni dei nostri familiari detenuti e delle comunità organizzate in difesa dell’acqua.
 SOLLECITIAMO:
Tutti i governi e popoli amici, il corpo diplomatico accreditato nel nostro paese, le chiese, le organizzazioni sociali: gli ecologisti, le femministe, gli studenti, i sindacati e le istituzioni che vigilano  i diritti umani nazionali e internazionali che si pronuncino, chiedano ed esigano dallo Stato Salvadoregno e dal governo che lo presiede il pieno rispetto dei diritti umani e l’immediata libertà per i nostri diciassette familiari attualmente incarcerati ingiustamente.
   ESIGIAMO CHE SI RISPETTINO I DIRITTI UMANI
  ESIGIAMO CHE SI ABROGHI LA  LEGGE ANTITERRORISMO
   LIBERTA’ PER I NOSTRI FAMILIARI DETENUTI INGIUSTAMENTE
 
 San Salvador 13/07/07
 
Comitato dei familiari per la libertà dei detenuti e detenute politici di El Salvador
postato da Elenifdu alle ore luglio 24, 2007 09:04 | link | commenti
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venerdì, 13 luglio 2007

il Sud è senza acqua
Mezza Italia è nell'incubo dell'emergenza idrica.
La siccità diminuisce i livelli negli invasi del Nord, le reti colabrodo fanno perdere al Sud milioni di litri d'acqua. Puglia e Sicilia sono le regioni più colpite, ma difficoltà si segnalano anche in Calabria, dove il comune di Reggio ha emesso un'ordinanza che proibisce di utilizzare l'acqua per usi non potabili dopo che alcuni quartieri sono rimasti a secco per giorni. "Per fortuna le piogge nelle regioni meridionali sono state abbondanti, altrimenti sarebbe stata una catastrofe - dice il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso - Le reti e le infrastrutture sono da terzo mondo ed è incivile che intere città, da Taranto ad Agrigento, si siano abituate ad avere l'acqua ogni dieci giorni. Gli enti locali devono fare di più. I soldi ci sono ma la burocrazia blocca la realizzazione delle opere. Alla fine a pagare sono i cittadini".
La situazione più drammatica si registra in Puglia. E in particolare a Taranto, dove anche ieri è mancata l'acqua a causa dell'abbassamento del livello dei fiumi campani Sele e Calore, che servono l'acquedotto. Risultato? Da più di una settimana in alcuni quartieri non arriva una goccia d'acqua.
File di  autobotti destinate ad offrire l'acqua potabile ai tarantini rimasti a secco. Tutti in fila armati di bottiglie o taniche di plastica, e con un diavolo per capello. "Dissestati, dopo il crac finanziario dell'amministrazione comunale, e adesso addirittura assetati" .
Il sindaco Ippazio Ezio Stefàno, eletto appena un paio di mesi fa, si spinge addirittura a dire che c'è "la possibilità che vi siano azioni di sabotaggio e magari lobby in azione che vogliano rilanciare in modo strumentale il problema della privatizzazione dell'Acquedotto pugliese".
Nei quartieri del centro come il Borgo, o in quelli della periferia, a San Vito ma pure nel rione Italia, aprire i rubinetti è come giocare con la ruota della fortuna: "Esce o non esce?”.
Quella pugliese è un'emergenza dichiarata, ma in Sicilia non va meglio. Ad Agrigento fino a poche settimane fa l'acqua mancava anche per 18 giorni consecutivi: "Adesso la situazione è migliorata, in alcuni quartieri arriva ogni tre giorni, in altri ogni sei", dice il neo-sindaco Marco Zammuto. Motivo, le reti vecchie di sessant'anni e un sistema di approvvigionamento che entra facilmente in tilt. Nonostante gli invasi siciliani siano quasi pieni, basta un guasto a un dissalatore, come quello di Gela, per far mancare l'acqua a migliaia di persone. A Licata, 40 mila abitanti in provincia di Agrigento, l'acqua non arriva da 8 giorni. A Caltanissetta arriva a giorni alterni: "Ma in periferia manca anche per tre giorni consecutivi", dice il sindaco Salvatore Messana. Il mese scorso si è rotto il dissalatore di Trapani: otto Comuni sono rimasti senz'acqua per 20 giorni perché non c'erano altre fonti di approvvigionamento disponibili.
Situazione critica anche nel Centro Italia, soprattutto a causa della siccità. Ieri nelle Marche il presidente della Provincia di Pesaro, Palmiro Ucchielli, ha vietato agli agricoltori prelievi d'acqua lungo la vallate del fiume Metauro in secca. "In questa regione c'è un calo del 30 per cento nelle fonti di approvvigionamento. Ma ci sono problemi anche in diversi comuni dell'Appennino Tosco-Emiliano e dell'Umbria che da settimane vengono forniti con autobotti", spiega Bernardo de Bernardis, commissario della Protezione civile per l'emergenza idrica al Nord. Anche il presidente della Provincia di Perugia, Giulio Cozzari, ha sospeso ieri le concessioni per prelevare acqua dal lago Trasimeno, calato di 94 centimetri rispetto ai livelli di guardia.
A rischio sono infine gli agricoltori e decine di Comuni del Nord. "Abbiamo ricevuto segnalazioni di problemi di approvvigionamento anche da alcune zone montane del Piemonte - continua De Bernardis - Il Po è in secca, non a caso in questi giorni ho emesso l'ennesima ordinanza per diminuire dell'8 per cento i prelievi per uso agricolo da Torino a Venezia. Viviamo in perenne emergenza idrica".
postato da Elenifdu alle ore luglio 13, 2007 08:59 | link | commenti (1)
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giovedì, 12 luglio 2007

Le Metropoli contro l'acqua minerale
Da New York a Roma: "Usate quella del rubinetto, meno plastica in giro"

 

E’ uscita ieri sulla Repubblica la notizia di una vera e propria dichiarazione di guerra all'acqua in bottiglia.

Numerose città del pianeta stanno chiedendo ai propri cittadini di abbandonare l'uso dell'acqua minerale a favore di quella che scende dai rubinetti.
In questi giorni è New York ad essere scesa in campo, dando il via ad una campagna per ridurre se non per eliminare l'uso delle bottigliette di plastica. Obiettivo: aiutare l'ambiente. Anche il sindaco di Salt Lake City, sempre negli Stati Uniti, sta facendo una campagna simile, e in California numerosi ristoranti servono ormai unicamente acqua del rubinetto. Ma anche in Europa si hanno esempi simili, primo tra tutti Roma dove, dopo 250.000 prelievi dai propri acquedotti, il Comune ha deciso di rendere pubblica la carta d'identità della propria acqua che risulta essere buona, fresca e molto meno dispendiosa (da 100 a 1.000 volte meno) rispetto all'acqua in bottiglia.

Eppure americani e italiani in testa, seguiti a ruota dal resto dei Paesi industrializzati, bevono sempre di più acqua in bottiglia. Quanto contribuiscono al deterioramento dell'ambiente? Spiega Todd Jarvis della Water Resources Graduate Program alla Oregon State University (Usa): "Ogni anno, nel mondo, si consumano 81 milioni di litri di petrolio e 600 miliardi di litri di acqua (necessari per la lavorazione della plastica) per produrre 154 miliardi di acqua minerale in bottiglia. E questo alimenta un favoloso business che oggi ha raggiunto i 100 miliardi di dollari all'anno e che continua a crescere, visto che dal 1978 ad oggi è aumentato del 2.000%. Questo spiega l'iniziativa di New York. In quella città, infatti, vi è un controllo dell'acqua da rubinetto che è tra le migliori al mondo, ma al contempo si ha il consumo a persona dell'acqua in bottiglia più elevato del pianeta".

Ma perché si è arrivati ad un uso così elevato dell'acqua in bottiglia? Ancora Jarvis: "Perché è stato alimentato da veri e propri miti. Molto spesso si pensa che le acque delle sorgenti siano sempre purissime rispetto ad ogni altra riserva d'acqua. Ma non è assolutamente vero. Le acque vicino alla superficie, infatti, possono raccogliere inquinanti che difficilmente si trovano nelle acque pescate dai pozzi municipali a centinaia di metri di profondità". E anche sul gusto c'è molto da dire. Lo dimostra un test realizzato da Legambiente in 6 città italiane. Pescando l'acqua da caraffe anonime e affidandosi al palato nemmeno 2 italiani su 10 sono riusciti a individuare qual era l'acqua imbottigliata e quale quella uscita dalle tubature domestiche. E che dai rubinetti, almeno dei Paesi industrializzati, esca acqua realmente potabile è accertato dalle severe leggi che riguardano i controlli e il contenuto delle sostanze permesse, che per molte di esse sono più restrittive rispetto a quelle delle acqua in bottiglia. "E' comunque giusto sottolineare - spiega Jarvis - che tutte le ricerche sull'argomento non portano a sostenere che le acque in bottiglia sono meno buone di quelle del rubinetto, ma che per produrre una bottiglia di acqua si produce anche inquinamento. E il gioco non vale la candela, visto che sappiamo che l'acqua domestica è, in moltissimi casi, comunque valida al confronto".

Per produrre 1 chilo di Pet (polietilen-tereftalato), la plastica usata per le bottiglie, sono necessari poco meno di 2 chili di petrolio e 17 litri di acqua, la cui lavorazione rilascia nell'atmosfera 2,3 chili di anidride carbonica, o40 grammi di idrocarburi, 25 grammi di ossidi di zolfo e 18 grammi di monossido di carbonio. A cui poi va aggiunto l'inquinamento per il trasporto, visto che solo il 25% delle acque in bottiglia bevute in un Paese provengono dalle industrie nazionali, le altre devono varcare uno o più confini. Forse vale la pena rifletterci. Alcune aziende lo stanno già facendo, promettendo l'uso di materiali biodegradabili per il packaging.
postato da Elenifdu alle ore luglio 12, 2007 10:21 | link | commenti
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martedì, 10 luglio 2007

BUONE NUOVE

FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA

 
Campagna nazionale acqua pubblica ci metto la firma!
Via di Sant'Ambrogio 4, 00186 Roma
tel. 06 - 68136225  email segreteria@acquabenecomune.org
 
 

 

 
Totale firme raccolte in tutta Italia

406.626

 
 
Numero Firme

  per Regione

 
Piemonte

31757

Val d'Aosta

1001

Lombardia

57272

Trentino

5396

Veneto

17984

Friuli

3378

Liguria

8161

Emilia Romagna

22193

Toscana

35915

Umbria

5258

Marche

10766

Lazio

39396

Abruzzo

11638

Puglia

25639

Campania

38788

Molise

4147

Basilicata

4120

Calabria

15079

Sicilia

53594

Sardegna

15144
postato da Elenifdu alle ore luglio 10, 2007 14:22 | link | commenti
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Chi sono

Utente: Elenifdu
La scarsità dell'acqua non è quasi mai assoluta, ma molto più spesso relativa alla struttura di consumo e alle capacità di trasferimento e di adattamento, che variano da una società all'altra.....(Frederic Lassere) .....nonostante le donne abbiano la fondamentale responsabilità della distribuzione dell'acqua e, nei cosidetti paesi in via di sviluppo, sopportino sulle loro spalle il carico quotidiano di approvigionamento della loro comunità, esse sono le ultime a poter gestire e decidere dell'acqua....(Forum Mondiale sull'Acqua, Ginevra Marzo 2005)

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