ACQUA SOSTENIBILE

perchè l'acqua non può essere considerata un bisogno ma l'acqua è un diritto....
lunedì, 29 ottobre 2007

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postato da Elenifdu alle ore ottobre 29, 2007 14:28 | link | commenti
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martedì, 16 ottobre 2007

Incontri aperti a tutti sull'acqua

BENE COMUNE
Acqua, abuso o consumo?
Appuntamento a Milano, presso il Consiglio di Zona 2. Per chi ha sete di
consapevolezza

 

Un miliardo e mezzo di persone nel mondo non ha accesso all'acqua potabile. Noi la
facciamo scorrere nel water. E la quantità d'acqua che utilizziamo ogniqualvolta tiriamo lo
sciacquone è pari a quella che, in altri Paesi, una persona impiega per lavare, bere e
cucinare in un'intera giornata.

Mercoledì 24 ottobre, a Milano, dalle ore 18.30 alle ore 20.00, presso il consiglio di Zona 2, in viale Zara 100, l'associazione Fratelli dell'Uomo presenta il primo di un ciclo di incontri dedicati all'acqua, dal titolo Acqua: abuso o consumo?

Ne parla Elena Pisano, relatrice esperta in tematiche ambientali e curatrice della
manifestazione. L'ingresso è libero.
A tutti i partecipanti sarà consegnata una piccola guida sullo stato dell'acqua nel mondo e su un suo uso sostenibile.

L'incontro si colloca all'interno del progetto Gettiamo acqua sul fuoco!, che si propone di
avvicinare i cittadini a un consumo più critico e consapevole di un bene prezioso quanto le
vite che da esso dipendono.

Gli appuntamenti proseguiranno mercoledì 7 novembre con Acqua: pubblica o privata? e si
concluderanno il 28 novembre con Acqua: di rubinetto o in bottiglia?

Per informazioni:

Elena Pisano - Fratelli dell'Uomo
Viale Restelli 9 - 20124 Milano
Tel. 02 69900224
Web: www.fratellidelluomo.org E-mail: elena.pisano@fratellidelluomo.org

Milano, 15 ottobre 2007

 
Laura Ferrari
Ufficio Stampa
Fratelli dell'Uomo- Frères des Hommes
viale Restelli 9 - 20124 Milano
Tel. 02 69017399 - 349 0074727
ufficiostampa@fratellidelluomo.org
www.fratellidelluomo.org
Fratelli dell'Uomo - Frères des Hommes è un'organizzazione non governativa di cooperazione internazionale nata in Francia nel 1965 e oggi presente anche in Italia (dal 1969), Belgio, Francia e Lussemburgo. Opera in Asia, America Latina e Africa con partner locali, promuovendo progetti nell'ambito dei diritti umani, della difesa dell'ambiente e dello sviluppo rurale, dell'economia locale, della sicurezza alimentare e dei processi di partecipazione democratica. In Italia e in Europa svolge un'azione di informazione, educazione e sensibilizzazione con l'obiettivo di favorire la crescita di consapevolezza e la diffusione di una cultura di solidarietà e cooperazione.
postato da Elenifdu alle ore ottobre 16, 2007 15:12 | link | commenti
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martedì, 02 ottobre 2007

GESTIONE DEGLI AQUEDOTTI

ECONOMIA16.00 27/09/2007Gestire gli acquedotti rende ai privati<br> un miliardo di euro all'anno
La stima è del Forum del movimento italiano per l'acqua. Miliucci (Cobas): ''Le società apprendono know-how e tecnologia grazie ad affidamenti diretti nei Comuni. E con quelle conoscenze vincono gare e si assicurano grossi profitti''


ROMA – Facile come bere un bicchier d’acqua. Il fatturato delle società private che gestiscono i servizi idrici dei Comuni italiani è di circa 1 miliardo di euro. La stima è del Forum del movimento italiano per l’acqua, che stamattina a Roma si è ritrovato, alla vigilia dell'avvio (il 3 ottobre) in Commissione ambiente, alla Camera, della discussione della proposta di legge d’iniziativa popolare sulla “ripubblicizzazione del servizio idrico”.
“Le società – spiega Vincenzo Miliucci (Cobas) - apprendono know-how e tecnologia grazie ad affidamenti diretti, senza gara d’appalto, nei Comuni. E con quelle conoscenze acquisite vincono gare in tutta Italia e all’estero, assicurandosi grossi profitti su quello che è un bene essenziale alla vita, l’acqua”. Il giro d’affari è spartito tra spa a capitale pubblico, società miste e società private.
Partiamo dall’Acea. Fondata a Roma nel 1908, dal sindaco Natan, oggi è la prima azienda multiservizi in Italia per la gestione di servizi pubblici locali in termini di ricavi e popolazione. A capitale misto, il 51% è posseduto dal Comune di Roma. Ha acquedotti in Campania, Toscana, Perù, Armenia e Honduras. Quotata in borsa, nel 2004 ha fatturato 1,7 miliardi di euro, con un margine netto del 6%.
Hera gestisce le acque di tutta la via Emilia, da Modena a Rimini, passando da Bologna, Ravenna, Forlì, Cesena e Ferrara ed è recentemente sbarcata nelle Marche, a Pesaro. Mentre in Emilia si contende con Enia la rete di Reggio Emilia, Parma e Piacenza. Nel settore è la prima società per fatturato, con un utile di 2 miliardi di euro nel 2005, 6.293 dipendenti ed un tasso di crescita del 14,3% su base triennale; dal 2003 sono state emesse ben 451.234.000 azioni, con una crescita del valore azionario pari a circa l’85% rispetto all’ingresso nel mercato delle società quotate. Gli azionisti di Hera sono oggi circa 32mila, 156 dei quali soggetti pubblici, 186 istituzionali (italiani e stranieri ) e i restanti soggetti privati, persone fisiche o giudiridiche.
Sul fronte Piemonte-Liguria, la fusione della Amga di Genova e della Aem di Torino, ha dato vita alla società Iride, che investe in Sicilia e che adesso è una delle rivali di Acea nell’inseguimento di un patto con Hera. Stando ai dati del 2005, Iride forniva 200 milioni di metri cubi di acqua a 2 milioni di abitanti. La nuova Società, sempre su basi 2005, prevede 1,8 miliardi di euro di fatturato e 270 milioni di margine operativo lordo.
In Lombardia la fusione tra Ms di Brescia e Am di Milano interessa anche la gestione delle acque, oltre che le forniture elettriche. Il Veneto invece guarda ad est. Le municipalizzate della Regione infatti, insieme a quelle del Friuli, stanno studiando la fusione delle multi-utilities in un’unica holding che possa conquistare il mercato in Slovenia e nei Balcani. E poi c’è Publiacque in Toscana e anche l’Eni, che ha in mano diversi acquedotti nel sud e a Napoli. (gdg)


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postato da Elenifdu alle ore ottobre 02, 2007 09:53 | link | commenti
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Utente: Elenifdu
La scarsità dell'acqua non è quasi mai assoluta, ma molto più spesso relativa alla struttura di consumo e alle capacità di trasferimento e di adattamento, che variano da una società all'altra.....(Frederic Lassere) .....nonostante le donne abbiano la fondamentale responsabilità della distribuzione dell'acqua e, nei cosidetti paesi in via di sviluppo, sopportino sulle loro spalle il carico quotidiano di approvigionamento della loro comunità, esse sono le ultime a poter gestire e decidere dell'acqua....(Forum Mondiale sull'Acqua, Ginevra Marzo 2005)

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